PERSONAL TRAINING: COME FUNZIONA E A COSA SERVE

Posto che l’esercizio fisico e l’allenamento sono in grado di apportare dei benefici alla salute di un individuo, sia in ottica preventiva che nel miglioramento di condizioni preesistente, oltre che a permettere il raggiungimento di una determinata condizione fisica desiderata, è però necessario che essi siano svolti seguendo determinati criteri, passando dalla selezione degli esercizi da svolgere alla forma esecutiva degli stessi.

 

È qui che entra in gioco la figura del Personal Trainer, un professionista in grado di identificare le problematiche muscolo-scheletriche del soggetto e portarlo, tramite un programma di allenamento personalizzato, a raggiungere i suoi obiettivi, siano essi prestazionali, estetici o di benessere.

 

COME LAVORA UN PERSONAL TRAINER?

 

Per raccogliere tutte le informazioni necessarie alla stesura dell’allenamento, il personal trainer effettua un colloquio iniziale con il cliente in cui saranno poste una serie di domande, quali: l’obiettivo della persona, il tempo disponibile per l’allenamento, precedenti esperienze sportive, eventuali problematiche fisiche/dolori. In seguito a questa prima anamnesi, il personal trainer esegue dei test funzionali per valutare la condizione fisica del cliente, in modo da individuare eventuali limitazioni articolari/muscolari e poter assegnare gli esercizi più adatti ad esso.

 

Oltre ai test funzionali, il personal trainer può eseguire un’analisi corporea del soggetto, generalmente effettuata tramite una plicometria e/o un metro per misurare le circonferenze corporee. Tali valori saranno utili successivamente per monitorare la condizione fisica del cliente e valutare i progressi fatti, congiuntamente ai progressi ottenuti in allenamento, che possono essere anch’essi monitorati tramite dei test periodici inseriti all’interno della programmazione.

 

 

ESEMPIO DI PERSONALIZZAZIONE DEGLI ESERCIZI

 

Ipotizziamo un soggetto con ipomobilità delle spalle, che non riesce a raggiungere la posizione di massima flessione dell’omero (per capirci: la posizione finale di un lento avanti con bilanciere). Il personal trainer è in grado di individuare tale limitazione e proporre degli esercizi alternativi per stimolare adeguatamente i muscoli target, contemporaneamente assegnando degli esercizi di mobilizzazione che permetteranno al cliente di incrementare il range articolare delle spalle.

 

In caso di mancata individuazione di questa limitato range di movimento, il soggetto continuerà a svolgere degli esercizi poco adatti a lui rischiando di incorrere in infortuni o sviluppare sindromi dolorose. Nel caso del lento avanti con bilanciere, una persona incapace di flettere completamente l’omero compenserà iperestendendo la zona lombare, ponendola sotto uno stress eccessivo che porterà quasi certamente ad avere dolori e/o danneggiare le strutture.

 

Noi dello staff BeAktive possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi tramite una programmazione ragionata e personalizzata delle variabili dell’allenamento, se sei interessato/a e vuoi avere maggiori informazioni chiedi ad un istruttore di sala pesi o ad una receptionist.

 

Andrea Boschetto

Mi chiamo Andrea Boschetto, ho 25 anni e sono un laureando in scienze motorie all’Università di Padova. Mi alleno con i pesi ormai da quasi 10 anni con l’obiettivo di migliorare la mia composizione corporea e lamia forza fisica. Dal 2014 mi sono avvicinato al powerlifting partecipando anche a diverse competizioni e allenando diversi atleti.