“Quante calorie avremo bruciato con l’allenamento di oggi?” mi è capitato più volte di sentirmi chiedere, a fine lezione, da qualche ragazza che aveva ancora il fiatone e la faccia rossa. Eh sì, perché oltre a voler sapere in quanto tempo si possono raggiungere dei risultati, questo è un altro quesito che viene posto molto spesso all’istruttore/trice nell’ambiente fitness, soprattutto nei corsi e soprattutto in quelli aerobici. Ma l’istruttore non può saperlo, perché una risposta precisa non esiste.

Da che cosa dipende il dispendio calorico di un allenamento?

 

– Da quanto si è abituati a fare quei movimenti. Se facciamo gli stessi esercizi da una vita, senza mai variare, il corpo li avrà imparati e quindi andrà a risparmio energetico rispetto a chi li prova per la prima volta o non li esegue da parecchio.

 

– Dall’intensità con cui facciamo gli esercizi, a che velocità li facciamo, che tempi di recupero diamo, che carico usiamo, quali e quanti muscoli attiviamo per fare quegli esercizi proposti nell’allenamento, da quanto dura l’allenamento stesso… insomma dipende da tutti i parametri allenanti “esterni”.

 

– Dalla nostra età, dal nostro genere, la nostra corporatura, la nostra composizione corporea, il nostro metabolismo basale, da quanto siamo allenati, da che giornata abbiamo avuto e quindi se siamo più o meno stanchi e quindi quanto effettivamente “spingiamo” mentre ci alleniamo, dalle nostre abitudini, ecc ecc, insomma, dipende da ciascuno di noi, dai nostri parametri “interni”, che sono personali.

Neanche le calorie segnate da un braccialetto tecnologico ci danno la stima esatta delle calorie bruciate, ma solo un’approssimazione estrapolata dalla frequenza cardiaca rilevata durante l’attività e dai dati (età, peso, ecc) che abbiamo inserito noi nell’applicazione.

 

Ma quando mi viene rivolta questa domanda, che sia per sola curiosità o per voler effettivamente cercare di quantificare un allenamento, quello che mi chiedo io è: ci alleniamo per diventare più forti, più resistenti, più muscolosi, più consapevoli del nostro corpo e dei movimenti che esso può fare? Ci alleniamo per dimagrire, per migliorare la nostra postura, per migliorare la nostra forma fisica e aumentare il nostro metabolismo? Ci alleniamo per piacerci di più, per sfogarci, per aumentare la nostra autostima… oppure ci alleniamo solamente per bruciare calorie e per “concederci” la pizza, il dolce o l’aperitivo nel weekend, senza essere presi dai sensi di colpa?

A mio parere è più importante concentrarsi sulla qualità dell’allenamento rispetto al numero di calorie che bruciamo. Meglio preferire le attività relativamente brevi e intense che, nonostante al momento ci facciano bruciare poche calorie, a lungo andare ci faranno consumare di più a riposo, rispetto a quelle blande che durano ore e ore ma che non hanno alcun impatto sul nostro metabolismo. L’attività aerobica dovrebbe essere sempre più breve e intensa, non per bruciare grassi ma per migliorare il sistema mitocondriale e quindi il metabolismo. Mentre l’allenamento con i pesi serve a far sì che i carboidrati si dirigano verso il muscolo e non verso il grasso.

 

Se abbiamo come obiettivo quello di raggiungere una buona forma fisica, focalizzarci solo sul numero di calorie che bruciamo, pensando che sia soltanto quel dato a farci dimagrire, è parecchio riduttivo. A mio parere dobbiamo un po’ uscire da questa ossessione dei numeri, soprattutto delle calorie, come se avessimo paura di esse quando le assumiamo e le sovrastimassimo quando le bruciamo (perché vi ricordo anche che sudare tanto non equivale necessariamente a consumare tanto) e dobbiamo iniziare ad avere un rapporto più sano con il nostro corpo, la nostra alimentazione, gli allenamenti e il nostro stile di vita.

E poi, se abbiamo un obiettivo preciso da raggiungere (come ad esempio una gara di bodybuilding), è sempre meglio affidarsi a dei professionisti che sappiano indicarci i numeri che fanno per noi (le calorie e i macro nella dieta, le serie e le ripetizioni degli esercizi in una scheda,ecc), ma senza che queste cifre ci condizionino troppo mentalmente, per non farle sfociare in una patologia (vedi: ortoressia).

 

 

Chiara Pantano

Mi chiamo Chiara Pantano e il mio primo amore per il fitness è nato in quarta liceo con la fitboxe. Subito dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze Motorie ho iniziato a lavorare in palestra come istruttrice in sala pesi e poi personal trainer. Amo allenarmi con i pesi e negli ultimi anni mi sono appassionata alla cucina fit e da autodidatta continuo a sperimentare ricette semplici per poter dimostrare che l’alimentazione sana è più varia e gustosa di quanto si pensi.